Sul tema della preghiera esistono infinità di scritti, ma riguardano il tema dell’uomo che prega e di tutte le caratteristiche e tecniche, atteggiamenti modi di pregare. Meno sulla preghiera di Dio. Vorrei parlare proprio di questo aspetto: Dio prega? Non tanto della preghiera di Gesù, che è Dio, quanto della preghiera del Padre, sia in sé stesso sia in noi. Santa Teresa d’Avila scrive alle sue figlie sulla preghiera, insistendo sul fatto che questa è un atto d’amore a Dio e dice che all’inizio della vita claustrale la preghiera è fatta di molte parole e di poco amore. Man mano che si procede sulla via della santità le parole diminuiscono e aumenta l’amore. Giunti allo stato di perfezione la preghiera è fatta di solo amore, senza parole. In quest’ottica diventa il flusso d’amore verso Dio.
Ma vale anche il contrario: quel Dio che vive in noi è il Dio Vivo, quindi se vivo agisce, si “muove” in noi e possiamo sperimentare la sua azione. La vita di Dio in noi è vita trinitaria, quindi del Padre, del Verbo Incarnato Gesù e dello Spirito Santo. Pertanto la sua azione vitale è unitaria, ma possiamo “appropriare” alle divine Persone azioni diverse.
Così il Padre sempre genera il Figlio, sia all’interno della Trinità sia in noi. La preghiera del Padre è pertanto principalmente generativa della divinità. Anche la sua azione in noi è di questo tipo e ci rende partecipi di questa sua azione. Ogni volta che un papà a una mamma benedicono i loro figli è il Padre che prega in loro. Sant’Agostino ci dice che il desiderio è la palestra della nostra preghiera. Quando nel Signore desideriamo la felicità, la pace, la pienezza, il bene non solo per i figli, ma per tutti i nostri cari e per il mondo intero, questa è l’azione del Padre in noi, è la sua preghiera che Egli ci partecipa e fa nostra. Di più: proprio perché è la preghiera divina del Padre che “è” preghiera.
Un motto della teologia medievale dice che “bonum diffusivum sui”, il bene è “diffusivo” per se stesso. Così Gesù ci ricorda che solo il Padre è buono. Quindi proprio il Padre che vive in noi, in quanto fonte della bontà, tende a diffondersi anche in noi, anzi: tende a diffondersi da noi verso il creato intero. Questo è il secondo aspetto della preghiera del Padre in noi. L’incontenibile amore del Padre tende a debordare dal nostro cuore per riversarsi all’esterno, così che in noi si riproduce quanto accade all’interno della Trinità. Ancora un aspetto della preghiera del Dio vivo in noi. Il nostro desiderio di bontà per il mondo intero è l’espressione del desiderio divino in noi, è il sigillo della sua presenza viva.
A noi il compito di fargli spazio, di lasciarlo pregare in noi, lasciarlo espandere e diffondere. Non ci è chiesto altro!
Don Sergio Simonetti
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