(di don Gianni Baget Bozzo)

La creazione pone nel mondo l’essere limitato dal nulla, la Provvidenza di Dio indica l’armonia che egli introduce nel mondo con un governo che potremmo definire, usando termini di natura politica, politico e non dispotico. Ciò corrisponde ai due aspetti del Dio creatore: l’Essere infinito e l’essere la Bontà infinita. Per il primo aspetto fa esistere l’essere delle cose, per il secondo aspetto fonda la libertà della loro causalità. Nella teologia contemporanea il creare e il lasciare libere le cause degli enti vengono viste come uno svuotamento di Dio, applicando alla creazione ed alla Provvidenza l’espressione “svuotò se stesso” che Paolo riferisce alla incarnazione del Verbo. Il linguaggio della tradizione vede invece nella creazione e nella provvidenza l’espressione della divina gloria, cioè della manifestazione di Dio in ciò che non è Dio.



Solo la fede può consentire di guardare all’esperienza del nulla come fondamento dell’esistere e come proprietà radicale della vita; solo la fede, cioè, può comprendere il nulla come il termine di un atto divino di fondazione, il nulla come la casa dell’essere, il vuoto che attende un pieno, la domanda che sa una risposta. Se vi è un segno che i tempi in cui viviamo sono tempi aperti al Cristianesimo, nonostante la crisi delle Chiese, questo è dato proprio dal senso del nulla, che giunge nell’umanità al vertice delle conquiste della sua potenza. Nel momento in cui il potere si avverte maggiore, il senso della sua precarietà diviene anch’esso maggiore.
Ciò mostra che ogni tempo è sotto il segno della creazione e della Provvidenza, sotto il segno di Dio, che le vicende umane sono regolate da un’altra legge, che non è quella dell’organizzazione umana: il futuro dell’uomo non è – fortunatamente – nella disponibilità dell’uomo.
La fine del razionalismo moderno è la fine della più astratta forma di metafisica, quella che voleva tutto dedurre dagli assiomi della ragione: per questo la filosofia post-moderna è una filosofia della decostruzione e il nichilismo diviene una forma di pensiero, come se il nulla dovesse esistere per forza propria ed avere la prevalenza sull’essere. Il pensiero ha un orizzonte cristiano perché non può non partire dal fatto che il nulla esiste come segno sull’essere creato. Ma solo perché creato: non esiste alternativa all’essere che è un atto di Dio: è Dio che si manifesta sotto l’ombra del nulla ma rimane Dio.

(tratto dal libro. Verità dimenticate. Vita eterna, anima, escatologia )

Approfondimento di don Gianni Baget Bozzo

Commenti al testo

Ciò che non siamo capaci di vedere  di Fabio Campinoti

Essere con il nulla: creazione, libertà e Provvidenza in un tempo di determinismi di Davide Penna

La grande divaricazione. La Provvidenza teologica e la provvidenza filosofica di Simone Vaccaro

L’essere ed il nulla nel nostro tempo di Aldo Vitale

Il “Nulla Divino” e la libertà dell’uomo di Alessandro Gianmoena

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *