
Santo Natale 2025
I migliori auguri da Remo Viazzi, Mons. Sergio Simonetti, Patrizio Odetti e Alessandro Gianmoena
Ecco, arriva il Natale e la nostra verità sta nel conoscere il dono di Dio, nel non prendere le parole del
Vangelo come metafore, non l’annuncio cristiano come una sublimazione; e quando si citano queste parole
“il Signore si è fatto carne perché l’uomo diventasse Dio” si dice l’identica assoluta verità con un realismo
che è proprio della tradizione cristiana.
Lo Spirito Santo fluisce nei nostri cuori e ciò comporta imparare a vivere in Dio, imparare a vivere come
vivremo in eterno, imparare a vivere la vita mortale come si vive la vita che non passa, imparare a causare
nel mondo come causeremo quando non useremo più i nostri occhi mortali, imparare a vivere ora come
vivremo quando il mondo intero sarà il nostro corpo.
Non possiamo avere altro compito nella vita che di distruggere quello che nella nostra coscienza rimane di
puramente umano, cioè dell’umano non unito al divino, cioè quella coscienza non cristica, non fondata sul
mistero dell’unione della natura umana con la natura divina del Cristo.
Il vero mondo in noi, il vero mondo, non è ciò che dice che noi siamo soltanto di questo mondo.
L’annuncio cristiano non è la legge naturale, non è semplicemente la religione nel senso che Dio c’è e noi
siamo i suoi servitori. Questo veramente anche i pagani lo sapevano e qualche volta c’è da domandarsi se
effettivamente un certo senso cristiano non è ancora un senso pagano.
Noi ora celebriamo questo mistero non solo per esaltare il dono del Verbo in Gesù ma per celebrare appunto
la nostra unità in Gesù: celebriamo questo mistero per parteciparvi.
Il Natale non è un fasto, il ricordo di un avvenimento, il Natale vale se è in sostanza una partecipazione del
Natale, se è cioè il ripetere per noi in ascesa, ciò che il Verbo fece in discesa.
Noi riconosciamo il Bambino Gesù come Dio immolato e noi come uomini indiati.
Gianni Baget Bozzo – Rovereto, 13 Dicembre 1969
