Ultima domenica del tempo ordinario

2Sam 5,1-3
Sal 122
Col 1,12-20
Lc 23,35-43

In quel tempo, [dopo che ebbero crocifisso Gesù,] il popolo stava a vedere; i capi invece deridevano Gesù dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto».
Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».
Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male».
E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso»

Commento al Vangelo della Domenica di don Gianni Baget Bozzo

Cristo, re dell’universo. Il ritorno di Dio nella cultura occidentale

L’anno ecclesiastico termina con la festa della regalità di Cristo. Essa venne istituita da papa Pio XI nel 1925 dopo che era sorto il comunismo e si preparava il nazismo. Significava la volontà di rispondere alla sfida totalitaria con la figura centrale ed essenziale della Chiesa: Gesù Cristo.
Quella solennità liturgica preparava i cattolici a reggere il più grande attacco congiunto alla fede aperto nella storia della cristianità: la volontà dello Stato totalitario di cancellare la fede cristiana dall’Europa. O presentandosi come l’inveramento del cristianesimo, come faceva il comunismo, e quindi il suo totale superamento o cercando di strappare le radici cristiane della Germania per portarla nell’area della barbarie: la «bestia bionda» profetizzata da Nietzsche. Oggi ci poniamo ancora la domanda di che cosa voglia dire oggi la regalità di Cristo. Essa in sostanza significa il ritorno di Dio nella cultura occidentale.
Il cristianesimo non è un umanesimo, anche se è nel cristianesimo che è stato espresso il primato della persona umana su tutta la natura cosmica. Il cristianesimo è l’idea di una sinergia, di una cooperazione tra il Padre e l’uomo per condurre la storia umana alla pienezza.
Il regno di Cristo nel tempo, quello che la solennità di Pio XI proclamò, è il regno di Dio nella storia. L’Occidente ha bisogno di Dio. Proprio la concezione cristiana dell’uomo come superiore alla natura ha permesso la civiltà tecnologica entro cui siamo immersi e che realizza un superuomo, un cambiamento nello stato dell’uomo nel mondo. L’uomo, che può conoscere e trasformare la realtà ultima della materia e dell’energia e può raggiungere con la sua ricerca nel cielo le tracce dell’origine del mondo, è altra cosa dall’uomo che abbiamo sinora conosciuto.
È un «più» rispetto a ciò che siamo stati, la nostra memoria è oggi in parte un limite a comprendere quanto siamo cambiati. Ed è il cristianesimo che, stabilendo che l’uomo è maggiore della natura (un principio ignoto alle culture pagane) ha reso possibile questa grande avventura. Ma la scienza e la tecnica, che la costruiscono, non hanno un fine o un progetto per il mondo. Non sanno se e come riusciremo a vincere le due grandi sfide del nostro tempo: quella ecologica e quella demografica.
Solo la certezza che questa grande avventura umana sia anche una avventura divina, un processo in cui Dio stesso è coinvolto, un frutto della sapienza increata che conduce l’evoluzione della vita a una pienezza impensata, può dare a noi la certezza che non siamo degli apprendisti stregoni, che hanno scatenato energie che non sanno dominare.
Il regno di Cristo è l’idea di una sinergia di una cooperazione divino-umana nella creazione di una terra costruita sull’immagine dell’uomo: una sintesi tra mente e natura che non era dato immaginare. Questa solennità liturgica reca oggi un tale messaggio. Il Vangelo che leggiamo, il Vangelo della crocifissione, ci dice che questo cammino è difficile e doloroso. Ma, infine, il Vangelo termina con la parola di speranza detta al buon ladrone: «Oggi sarai con me in paradiso».

I volumi dei tre anni di commenti al Vangelo della domenica di don Gianni Baget Bozzo (“Buona Domenica. Commenti ai Vangeli domenicali”) sono acquistabili in libreria, sul sito delle Edizioni Dottrinari o sui siti delle maggiori catene di librerie

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