Europa e Occidente sono termini che hanno diverse storie. L’Europa è una costruzione illuministica e si fonda su due principi. Il primo affermare che la Cristianità non è l’unica civiltà esistente nel mondo. L’illuminismo guarda con interesse la Cina e la Persia, Voltaire legge la relazione latina di padre Ricci sulle missioni cattoliche cinesi e Montesquieu scrive le Lettres persianes. È singolare pensare che padre Ricci, con la sua valutazione positiva del confucianesimo, non riuscì a convertire i mandarini al Cristianesimo ma gli intellettuali europei al mandarinismo, cioè alla convinzione che vi era una grande civiltà interamente razionale e assolutamente non cristiana. L’idea che persino l’islamismo fosse una religione della ragione appare nel fatto che Napoleone, quando occupa l’Egitto, annunciò agli Ulema musulmani e sunniti che il deismo rivoluzionario è omogeneo all’Islam. Il secondo principio è che la civiltà è un fatto razionale e che il Cristianesimo è una religione di opinione e non di ragione.
L’Europa nasce, come dice il famoso libro di Novalis, come alternativa alla Cristianità. L’impero napoleonico è un tentativo di costruire un impero europeo fondato sulla ragione come alternativa alla fede in cui tutti gli europei combattono e muoiono per la libertà, l’eguaglianza e la fraternità. Napoleone costruisce una armata europea e la conduce all’attacco nei due ultimi Stati cristiani rimasti, la Spagna e la Russia. Sarà sconfitto sia a Mosca che a Saragozza.
Il secolo XIX si mantiene dentro i concetti non rivoluzionari del congresso di Vienna, lo strumento della restaurazione antirivoluzionaria, quindi il “concerto delle potenze”, una evoluzione della pace di Westfalia che ha concluso la lunga guerra intercristiano tedesca.
Torna l’Europa e torna ancora una volta in chiave anticristiana nella restaurazione neopagana nazifascista. Hitler come Napoleone costruisce un’armata europea che nel ’42 venne sconfitta a Stalingrado in un assedio memorabile della città occupata dai russi e assediata dai tedeschi assediata a sua volta dai russi, assediata a loro volta dai tedeschi. A Stalingrado muore il secondo tentativo di un’Europa fondata su un principio etnico e razziale, sulla negazione della Cristianità. Con la fine della seconda guerra mondiale il termine di civiltà passa dalla parola Europa alla parola Occidente, che ormai non indica più la “terra del tramonto”, ma la terra della libertà che si è opposta al nazismo e sfida nell’equilibrio nucleare il comunismo.

Quello che gli Stati Uniti rendono possibile è un’Europa come continuazione e non come negazione della Cristianità. Europa oggi è il nome dell’Unione europea, dell’Euro e della geografia. Ma il termine di civiltà, si è spostato sulla parola Occidente. Questo termine come termine di valore è contraddetto dal nichilismo politico europeo e dal terrorismo islamico. Ma esso significa il ritorno del termine Cristianità nella storia come ordine di libertà in cui il riferimento al Cristo è identificante. Ma vi è in Europa un residuo illuministico, comunista e nichilista per cui Occidente non è la parola valore della politica e della
identità.

Gianni Baget Bozzo

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