1° gennaio
Maria ss. Madre di Dio
Il mistero silenzioso
della maternità di Dio
Nm 6, 22-27
Sal 67
Gal 4, 4-7
Lc 2, 16-21

In quel tempo, [i pastori] andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.
Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.
I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.
Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo.
Commento al Vangelo della Domenica di don Gianni Baget Bozzo

Maria ss. Madre di Dio
Il mistero silenzioso della maternità di Dio
La riforma liturgica ha posto all’inizio dell’anno questa festa, che all’inizio era l’undici ottobre e commemorava il giorno della definizione conciliare della definizione di Maria come Madre di Dio. L’importanza della definizione non riguardava che indirettamente Maria. Il concilio di Efeso del 431 stabiliva che Gesù Cristo era un solo soggetto in cui natura divina e natura umana erano indissolubilmente unite senza essere confuse. Il
soggetto era la Persona intratrinitaria, il Verbo di Dio. L’unità del soggetto era espressa nel fatto che ciò che
era proprio della natura umana (essere figlio di Maria) si rifrangeva sulla divinità del Verbo. La personalità di
Gesù, in cui appare la Persona divina, esprime a un tempo la storia umana, fisica, storica di Maria e la Persona
divina, il Verbo. Ciò significa che viene comunicata all’uomo la divinità di Dio, l’uomo diviene in Cristo una
realtà sola con Dio. Queste parole sembrano fuori dell’autocoscienza dei cristiani.
Oggi non circola più nel popolo cristiano un minimo di nozioni sul cristianesimo, quelle che nell’Italia
contadina erano convogliate dal catechismo. La scristianizzazione è avvenuta silenziosamente, quando l’unica
forma di rapporto del credente con la Chiesa è divenuta solo esortazione morale e ha perso ogni contenuto
dogmatico.
Ciò che è rimasta è la devozione, il sentimento religioso: ma esso si regge ormai su un vuoto di istruzione dottrinale, di catechesi. Così è possibile che la solennità di oggi svanisca tra la celebrazione precristiana del nuovo anno, che si perde nelle memorie dell’umanità e un atto di devozione mariana, il supporto più vivo nella
devozione del nostro popolo.
Non si presterà attenzione al fatto che questa è una festa dogmatica, potremmo dire la festa del dogma, cioè del riconoscimento del carattere di rivelazione del mistero divino che ha la fede cristiana.
Essa non è una festa principalmente mariana, ma principalmente cristologica. E concerne perciò la nostra
essenza di cristiani. «Partecipi della natura divina». So che queste parole corrono senza significato, non sono
più irrorate dall’attenzione e dall’ascolto di generazioni. Qualcosa si è interrotto nella vitalità di quel luogo
essenziale della tradizione che è la catechesi. Per questo la fede è divenuta fiducia, non vera fede teologale, cioè partecipazione di grazia e di sapienza al mistero divino.
Il Vangelo che oggi leggiamo ha un carattere dolcemente cristologico. Nella liturgia prima della riforma,
all’inizio dell’anno si ricordava il nome di Gesù. Anche in questa liturgia torna il nome di Gesù nel Vangelo di Luca, è il ricordo della personalità umana in cui si esprime la Persona divina. Gesù è il nostro modello umano e lo sposo divino della nostra umanità, è la forma della nostra esistenza divino umana.
Vivere divinamente l’umanità, vivere umanamente la divinità, è la partecipazione alla natura divina, di cui ci parla la seconda lettera di Pietro. Di questo Vangelo, riteniamo questo nome, che il cristiano sente con tenerezza, perché lo vive in sé stesso, come la forma della propria personalità, come la forma del proprio io.
I volumi dei tre anni di commenti al Vangelo della domenica di don Gianni Baget Bozzo (“Buona Domenica. Commenti ai Vangeli domenicali”) sono acquistabili in libreria, sul sito delle Edizioni Dottrinari o sui siti delle maggiori catene di librerie
